Azioni di contrasto alla mosca olearia (Bactrocera oleae) in ambito urbano e su suolo pubblico

Linee guida e collaborazione territoriale.
Data:

08/05/2026

Tempo di lettura:

1 min

© Wouter De Praetere - Unsplash

Descrizione

Il territorio dell'Alto Garda e della Valle dei Laghi presenta condizioni microclimatiche particolarmente favorevoli alla proliferazione della mosca olearia (Bactrocera oleae). In questo contesto, le aree urbane — giardini privati, campeggi, viali, parchi e rotatorie — rappresentano spesso dei "serbatoi" incontrollati di infestazione. Le olive non raccolte o non trattate in questi ambiti diventano focolai che vanificano gli sforzi e gli investimenti dei nostri olivicoltori nelle zone agricole limitrofe.

I monitoraggi condotti dai tecnici della Fondazione Edmund Mach (FEM) confermano sistematicamente questa criticità: il centro urbano funge da volano per la diffusione dell'insetto verso le olivete produttive.

Consapevoli dei vincoli normativi legati al PAN per le aree frequentate dalla popolazione che vietano i trattamenti chimici tradizionali sulla chioma, si indicano di seguito le strategie di intervento ammesse ed efficaci:

- cattura massale (Mass Trapping): l’impiego di trappole a base di sostanze attrattive (tipo Flypack dacus trap / Decis trap olivo) è risultata la strategia più idonea. Essendo la sostanza attiva confinata all'interno del dispositivo, queste trappole sono sicure per la popolazione e conformi all'uso in aree sensibili. Ne vanno installate, in primavera, in ambito urbano 1 ogni 2 piante, mentre in giardini o campeggi va messa 1 trappola ogni 4-5 piante;

- esca moschicida: l’utilizzo di formulati a basso impatto come lo Spintor Fly, ove consentito dalle etichette, rappresenta un’ulteriore opzione a tossicità minima per l’uomo e l’ambiente. Va distribuito a spot, alternando una pianta sì e una no;

- gestione del patrimonio olivicolo pubblico: è fondamentale che anche gli oliveti di proprietà comunale siano gestiti seguendo i protocolli della FEM, evitando che diventino fonte di danno per le proprietà private confinanti.

L’adozione di queste pratiche non deve essere considerata un intervento sporadico, ma una buona prassi amministrativa di routine, un impegno collettivo. Solo attraverso una gestione coordinata tra pubblico e privato possiamo tutelare l'eccellenza della nostra produzione olearia e il decoro del paesaggio gardesano.

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 08/05/2026 10:59

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