Descrizione
In questo luogo prima sorgeva una piccola edicola dedicata al medesimo santo. La facciata di tipo classico ospita due paraste angolari d’ordine tuscanico che sostengono un frontone triangolare. Al centro, nella parte alta, è presente una finestra termale (suddivisa in tre parti), in stile neoclassico. La chiesa possiede una pianta rettangolare, la navata è stata realizzata con una volta a botte lunettata (anche detta unghiata o semplicemente a lunetta), il presbiterio con volta a botte semplice. All’’interno, le pareti laterali accolgono quattro tele, due delle quali di scuola veneta. Sulla parete di fondo grande è visibile la Cena del XVII secolo, con una cornice dell’epoca. Da sottolineare la balaustra con la cancellata in ferro battuto. L’altare maggiore è stato realizzato dallo scultore Domenico Rossi di Mori detto il Manentino (seconda metà del XVII secolo), è monumentale e possiede la pala di Sant’Antonio. Sopra il coro, le due grandi statue di Sant’Abbondio e di San Vigilio. Alle due panche del XVII secolo, si accosta un armadio scolpito, un lavabo in pietra scolpita e un caratteristico tinel: si tratta di un vaso in pietra utilizzato per conservare l’olio. Nella chiesa si usava portare i bambini nati morti al fine di ottenere, mediante preghiera, un loro effimero segno di vita e poterli così battezzare.