Descrizione
Tra le frazioni di Dro e Pietramurata si estende una larga piana ricoperta da cumuli di frana, noti come “marocche”. Si tratta del maggiore scoscendimento dell'arco alpino di origine glaciale, i cui massi costeggiano il fiume Sarca e la campagna della vallata. Fonte di testimonianza di una serie di frane avvenute circa 200.000 anni fa, il biotopo testimonia il passaggio della natura nel corso del tempo. I massi, sparsi in colline moreniche, raggiungono i 200 oppure i 250 metri d’altezza. Le Marocche sono state inserite tra i biotopi provinciali alla luce della peculiarità da zone arida, simile al terreno lunare. Rara la vegetazione, non mancano però rettili e mammiferi come volpi e scoiattoli, oppure in volo le rondini montane. Il nome “marocche” deriva dal termine paleo-europeo riferito a “sasso”, rielaborato però nel dialetto locale. L’area si estende dal paese di Dro fino al Lago di Cavedine; ad ovest sono delimitate dalla dorsale Monte Brento-Casale e ad est dalle prime pendici del Monte Bondone. W. Dalla Torre (1913) ha paragonato il luogo all’Arabia Petrea. Secondo una leggenda locale, sotto i cumuli di roccia riposa l'antica città di Kas.