Descrizione
A rispondere a Tavernini ha provveduto Valentina Benuzzi, Presidente del Consiglio Comunale: «Ho Ritenuto opportuno attivare un approfondimento giuridico mediante l'avvocatura dello Stato al fine di garantire la massima trasparenza la correttezza procedurale e la tutela dell'azione consigliare e di prevenire possibili profili di incertezza interpretativa – chiarisce Benuzzi – A seguito di un confronto approfondito con la Segretaria comunale ho riscontrato la piena legittimità della procedura sino ad ora seguita dall’Amministrazione comunale. La delibera che approva una mozione, infatti, è un atto di indirizzo politico formalmente deliberativo ma sostanzialmente non provvedimentale, con ogni effetto conseguente».
Ciò che è emerso al termine degli opportuni controlli, scagiona l’Amministrazione Comunale che non ha mai avuto obbligo di dar seguito a una mozione votata dal Consiglio precedente. «La mozione è stata un atto politico della giunta precedente per cui noi non abbiamo nessun obbligo – fa saper la sindaca Ginetta Santoni – Comprendiamo che ci possa essere confusione a riguardo perché le delibere vengono votate dal consiglio e hanno una veste formale di provvedimento. Tuttavia, in sostanza, si tratta di atti politici che non costituiscono obblighi concreti. Noi abbiamo un programma elettorale, degli obiettivi e un progetto per il Comune e ci stiamo muovendo su questa linea, che è anche quella votata dai cittadini. La questione della messa in sicurezza dell’ingresso del centro culturale e della biblioteca c’è e la valuteremo più avanti».
Alla polemica in senso stretto, l’Amministrazione risponde coi documenti dell’Avvocatura: «In questo caso abbiamo scelto di rifarci all’Avvocatura di Stato per agire nella massima trasparenza e legalità – prosegue Santoni – la risposta che abbiamo ricevuto è visibile negli atti e ci solleva da qualsiasi obbligo. Il silenzio di questi giorni è stato un silenzio operativo in cui la Presidente del Consiglio e i dipendenti comunali hanno affrontato la questione con persone competenti che hanno legittimato il nostro operato».